Nuda Natura

Un’avventura speciale a Milano

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Si ritorna a Milano!


novegro
Il Duomo di Milano

Dopo cinque anni, ecco che mi ritrovo in una delle metropoli più importanti d’Italia.

Ricordo di essere stato a Milano per la prima volta nel 1997 da piccolo, poi passandoci nel 2010 con la scuola per andare a fare lo stage a Parigi.

Infine nel 2015 ci andai per una visita breve.

Da allora durante questi anni ci sono state alcune occasioni per ritornare in questa città speciale, come quando andai a trovare più volte dei miei cugini con la mia famiglia negli anni 2000.

Una visita inaspettata



Questa volta, però, Milano mi apre le porte per una visita inaspettata e voluta allo stesso tempo.

Partito venerdì sera con un mio amico, arrivo sabato mattina a Milano dopo una lunga notte di viaggio in treno.

Il motivo per cui dovevo andare in questa città, era innanzitutto quello di partecipare al Festival del Fumetto di Novegro, una fiera del fumetto milanese situata al Parco Esposizioni di Novegro.

Ciò perché anche il mondo nerd mi affascina da sempre ed essendo un cosplayer, non posso rinunciare ad eventi del genere in maniera facile.

Però, essendo arrivato in giornata e col check-in in un ostello disponibile solo dalle 15:00, io e il mio amico avevamo già deciso di optare per una visita inaspettata, ma interessante allo stesso tempo.

Perciò per prima cosa la mia gita è cominciata col visitare prima il museo del Brera e infine il Duomo di Milano.

Non lo vedevo da anni e inoltre la visita è stata più approfondita.

Ma dopo questa visita ad uno, se non il più importante monumento architettonico della città, si cambia subito zona.

E’ bene, però, cominciare a parlare del primo luogo visitato di persona, prima di arrivare al Duomo.

Visita al museo del Brera


museo del brera
Biblioteca del museo del Brera

Ecco che mi ritrovo catapultato in uno dei centri storici più importanti del milanese, ovvero la Pinacoteca di Brera.

Esso custodisce in primis una serie numerosa di quadri e in secundis una minima parte di statue.

Visitando il museo, noto subito alcune opere che risaltano subito ai miei occhi.

Ecco che l’obiettivo della mia visita alla Pinacoteca di Brera comincia a concretizzarsi.

Infatti inizio ad intravedere una serie di quadri riguardanti il nudo artistico lungo le varie gallerie adiacenti.

Il nudo di Francesco Hayez

Il primo che mi risalta all’occhio è “Betsabea al bagno” di Francesco Hayez.


betsabea al bagno
Betsabea al bagno (1841-1842)

La maggior parte dei quadri, che ho fotografato, appartengono proprio a questo pittore.

Ma andiamo con ordine.

Il testo di questo quadro dice:



Ciò che davvero mi ha colpito di questo quadro è la naturalezza con cui si affronta la nudità.

Il personaggio è nuda in bagno, pronta per essere assistita dalle sue assistenti, le quali danno a lei tutte le attenzioni possibili.

E’ fantastico quanto il pittore abbia creato in questo quadro quel messaggio sublime da far trasmettere allo spettatore.

“Betsabea al bagno” merita di essere visto proprio per questo particolare e per come faccia sentire vicini, nudi in casa nella vita quotidiana.

Appena finito di vedere questo splendido quadro, vado avanti per poi essere catturato dall’attenzione di un’altra opera del pittore, ovvero “Odalisca“.


odalisca
Odalisca (1839)

Il testo del quadro dice:



Oltre alla sua descrizione, è possibile immedesimarsi in questo quadro attraverso questa curiosità:



Qui il pittore ha saputo combinare l’arte del nudo artistico per trasformarla in qualcosa di maggior impatto emotivo e innocente agli occhi dello spettatore.

E’ come se attraverso questo suo esperimento durato forse ore, lui volesse far trasparire ciò che invece il proibito faceva nascondere in maniera perpetua.

L’opera è riuscita con pazienza e dedizione.

Finito di ammirare anche questo quadro, sono arrivato a fotografare e vedere dal vivo il quadro che ha fatto di Hayez il pittore famoso per questa sua opera primaria e di vitale importanza, ovvero “Il bacio“.


il bacio
Il bacio (1859)

Il testo del quadro dice:



Oltre alla descrizione, si aggiunge una curiosità molto particolare e fisica:


Abito della donna de “Il bacio”

Questo quadro è la punta di diamante per eccellenza del pittore.

Grazie a quest’opera, Hayez ha valorizzato il suo nome, fino a farlo diventare un simbolo nazionale perfino in questo suo quadro altrettanto emblematico.

Ciò racchiude l’amore per la patria e nella coppia, dove il vestito indossato dalla ragazza, è possibile toccarlo e sentirlo con mano attraverso quel campione esposto vicino al quadro.

In effetti notavo al tatto proprio quella sensazione di morbidezza e sinuosità vista nel quadro stesso.

Perciò “Il bacio” rappresenta la fine di un’impresa raggiunta senza sosta.

Altri pittori significativi

Durante la mia visita non ho potuto non pensare alle opere di Hayez.

Ma la visita continua e bisogna proseguire.

Eccomi arrivare davanti ad un altro quadro, pieno di attenzioni da parte mia e appartenente a Camillo Boccaccino.

Sto parlando di “Venere e Amore“:


venere e amore
Venere e Amore (1532-1537 circa)

Il testo del quadro dice:



Questo quadro di Boccaccino mi ha colpito per il soggetto rappresentato in questione.

E’ così tenero e bello vedere Venere, Dea dell’amore e della bellezza, fare uso del breastfeeding verso Amore.

E’ come se lei non avesse nulla da nascondere.

D’altronde è colei che non ha nessun tabù nei confronti di questi modi così naturali e amorosi di fare e di essere.

Dopo questa visita, giungo ad un quadro, che, invece, lascia il segno nella memoria dell’essere umano e della donna in particolare, ovvero “Santa Maria Maddalena penitente” di Giampietrino:


santa maria maddalena
Santa Maria Maddalena penitente (1520 circa)

Il testo del quadro dice:



Il valore di una donna in forma e pronta sia per mettersi in mostra che metterci la faccia in senso letterale, fa di questo quadro femminile un’icona importante della donna.

Non a caso, la donna è persino madre del poeta e scrittore Alessandro Manzoni.

Museo e natura si intrecciano

Finisco il mio tour al museo, notando un ultimo quadro molto suggestivo.

L’opera si chiama “Ninfe al bagno” di Bernadino Luini:


ninfe al bagno
Ninfe al bagno (1514 circa)

Il testo del quadro dice:


Da come vedevo questo affresco, mi veniva naturale pensare di essere lì con quelle ninfe.

Ciò perché l’opera risulta essere suggestiva e vulnerabile alla mia natura, che mi permette di liberare la mente dal pudore in modo assoluto.

Farsi il bagno in mezzo alla natura, è qualcosa di appagante e l’affresco non può che confermare tale benessere così semplice da soddisfare.

A proposito di natura, il museo mi ha davvero intrattenuto a visitare un posto magico.

Infatti vicino all’entrata di esso, si può andare in un corridoio che porta al giardino botanico.



Purtroppo le piante erano poche.

Ma l’idea di essere in mezzo e a contatto diretto con la natura, era evidente.

Stradine con alberi e zone con piantine come se stessi in un vivaio all’aperto.

Devo dire che ho comunque potuto vivere un momento paradisiaco, come se stessi in un luogo nudista per viverlo da naturista.

Ultimo giorno

Arrivato l’ultimo giorno, visito il Duomo come ho detto prima.

Dopodiché concludo col visitare anche il castello sforzesco.

Certo è che mi occorre fare un’osservazione non da meno:



La Terra in miniatura.

Dopo aver visitato anche la galleria Vittorio Emanuele II, alla fine trovo questo modello della Terra molto bello e affascinante.

Fotografarlo, era d’obbligo.

Perché è stato necessario farlo?

Ciò per il motivo che la Terra ci chiede di fare, ovvero salvarla dal male umano.

Magari si potrebbe partire proprio dalla bella Milano, come è scritto nello slogan.

Perciò posso ben dire che il mio viaggio a Milano si è concluso con questa foto in modo del tutto inaspettato, ma utile allo stesso tempo.

L’avventura a Milano è stata fonte di cultura e insegnamento sia verso la nudità che la natura.

Impara l’arte e mettila da parte.

In effetti ora ho conosciuto il nudo artistico di Milano e posso dire che anche trovare un libro a tema in librerie milanesi, ne è valsa la pena per l’apertura mentale del personale.

Non ho trovato libri sul nudismo, ma di sicuro il nudo in libreria non mi è passato inosservato grazie anche ad altri tipi di libri sull’argomento.

Essi comprendevano termini scientifici non sbagliati da dire, piuttosto che farli passare per parolacce.

Detto ciò, non sarò andato nudo al museo come è appunto capitato in un evento a Milano di recente per chi ci è andato.

Ma di certo mi sono sentito nudo e a mio agio lo stesso.

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